Se sei un amante della scrittura, probabilmente conosci già i classici segreti e le tecniche per migliorare. Ma il mondo della scrittura è pieno di curiosità che pochi conoscono. Pronto a scoprire qualche fatto divertente e insolito? Ecco dieci curiosità che daranno una svolta creativa alla tua passione!
1. Ispirazione Notturna
Sapevi che moltissimi scrittori famosi hanno confessato di scrivere di notte? Le ore notturne sono spesso associate a un’atmosfera più tranquilla e meno distrazioni. Per esempio, Franz Kafka scriveva solo di notte, e lo faceva in una posizione strana: seduto sul letto, con una penna e un blocco appoggiati sulle ginocchia.
2. Il “Blocco dello Scrittore” ha Radici Profonde
Il blocco dello scrittore non è solo una scusa moderna! Già nel 1800 gli scrittori parlavano di questa sensazione di impotenza. Anche grandi nomi come F. Scott Fitzgerald e Virginia Woolf ne soffrirono. Molti studiosi credono che sia legato alla pressione di scrivere per un pubblico, cosa che inibisce la creatività.
3. Perché Usiamo il “Lorem Ipsum”?
Chiunque abbia mai provato a creare un sito web ha incontrato il famoso “Lorem ipsum”. Ma da dove arriva? È una sezione casuale di un testo di Cicerone del 45 a.C., presa dall’opera “De finibus bonorum et malorum” e usata come riempitivo per testare graficamente il layout di testi e paragrafi. Un classico che resiste nei secoli!
4. Le Penne Non Sono Sempre State Blu o Nere
Una volta, le penne stilografiche erano disponibili in colori vivaci come il verde smeraldo e il rosso porpora. Ma con la standardizzazione della produzione e delle norme di scrittura ufficiale, i colori vivaci sono stati gradualmente sostituiti. La scelta di blu e nero è diventata un simbolo di professionalità e serietà, ma non impedisce certo agli scrittori di usare colori brillanti per ispirarsi!
5. Il Primo Romanzo al Mondo? Scritto da una Donna
“La storia di Genji” è considerato uno dei primi romanzi al mondo ed è stato scritto da Murasaki Shikibu, una dama di corte giapponese, nel lontano XI secolo. Non solo è stato innovativo, ma ha anche influenzato la letteratura giapponese per secoli, dimostrando che il talento e l’innovazione non conoscono epoca né genere.
6. Il Mito delle 10.000 Ore di Pratica
Si dice spesso che servano 10.000 ore per diventare esperti in qualcosa, ma la scrittura è diversa. Alcuni autori hanno pubblicato capolavori all’inizio della loro carriera, come Mary Shelley con Frankenstein, scritto quando aveva solo 19 anni. Per altri, ci vuole una vita intera. Ogni scrittore ha un proprio percorso, e le “regole” qui non sempre valgono.
7. Charles Dickens Camminava 20 Km al Giorno
Lo scrittore di Canto di Natale e Grandi Speranze era un grande camminatore. Ogni giorno, per ispirarsi, camminava anche 20 chilometri per le vie di Londra. Diceva che il movimento lo aiutava a “svuotare la mente” e a riempirla di nuove idee.
8. I Grandi Scrittori e le loro Manie
Ogni scrittore ha il suo rituale, ma alcuni sono più eccentrici di altri! Victor Hugo scriveva completamente nudo, perché diceva che così non poteva lasciare la stanza fino a quando non aveva completato una sezione del testo. Maya Angelou, invece, prenotava una stanza d’albergo solo per scrivere: un ambiente neutrale la aiutava a concentrarsi senza distrazioni.
9. La Parola Più Lunga in Italiano
Per gli amanti delle parole complesse, ecco una chicca: la parola italiana più lunga usata in ambito accademico è “psiconeuroendocrinoimmunologia”. Anche se la probabilità di usarla in un racconto è praticamente nulla, è divertente scoprire fino a che punto si possano allungare le parole!
10. Scrivere al Computer vs. Scrivere a Mano
Diversi studi dimostrano che scrivere a mano attiva aree del cervello diverse rispetto alla digitazione. Per alcuni, scrivere con carta e penna stimola la creatività, mentre il computer è perfetto per velocità e revisione. Molti autori preferiscono alternare i due metodi per avere il meglio di entrambi i mondi!
Conclusione: La Scrittura è un Viaggio Pieno di Sorprese
Se ami scrivere, conoscerai la sensazione di lasciare che le parole scorrano sulla pagina (o sullo schermo). Dietro questa passione si nascondono curiosità, abitudini e aneddoti incredibili che ci ricordano quanto sia ricco e variegato il mondo della scrittura. La prossima volta che prendi in mano la penna o apri il laptop, ricorda che fai parte di una tradizione secolare, popolata di autori, pensatori e sognatori.
Allora, quale di queste curiosità ti ha colpito di più? E hai qualche strana abitudine di scrittura che vuoi condividere?

Abitudine allo stile narrativo – quando inizio un romanzo sono costretto a tornare qualche volta su frasi già lette per comprenderne a fondo il significato. Mentre verso la fine del libro la mia lettura scorre più veloce. Ci siamo mai chiesti il perché? Perché lo stile narrativo si assimila, ci si avvezza alle parole utilizzate, ai ritmi, alle espressioni e ci si innamora pian piano di ciò che l’autore descrive. Chi vorrebbe interrompere una storia d’amore?
Rapporto qualità (quantità)/prezzo – i volumi più lunghi costano poco di più di quelli brevi ma impegnano molto più tempo nel piacere della lettura. Anche solo per una questione meramente economica, i lettori preferiscono aver speso bene i propri soldi e crogiolarsi in una storia di valore che dura a lungo.
Effetto grande lettore – ai lettori piace essere ammirati dagli amici per il numero di pagine lette al mese, per la quantità di libri depennati dalla lista dei preferiti. Si confrontano con amici, lo scrivono sui blog, ne fanno un vanto quando nella sala di aspetto leggono un libro di spessore (non solo letterario). Si genera l’effetto maratona, rispondendo alle domande del tipo: “quanto tempo ci hai messo a leggere l’ultimo di Ken Follet?” con “una settimana”







L’editing e la correzione di bozze sono due percorsi obbligati ai quali occorre sottoporsi, per migliorare il nostro lavoro ed evitare la presenza di recensioni negative dovute alla presenza di un testo poco apprezzato. La precisione e la chiarezza dei contenuti è elemento essenziale ai fini della vendita dei libri. Mentre gli autori più precisi e scrupolosi possono eseguire in autonomia la correzione di bozze, l’editing è invece parecchio influenzato dalla nostra inevitabile parzialità e, quando torniamo per la sesta volta sullo stesso paragrafo giudicandolo dal punto di vista stilistico, molto difficilmente ne vedremo ambiti di miglioramento. Perché? Perché se dovessimo riscriverlo probabilmente lo scriveremmo esattamente allo stesso modo. Per questo motivo, questa fase la si dovrebbe assegnare ad un esterno, peraltro senza pagare somme sconvolgenti.
Parliamo di costi:
La soluzione con agenzia letteraria
1. Non abbiamo fretta di scrivere immediatamente quello che abbiamo in testa
2. Prepariamo la scaletta del manoscritto
3. Fare ricerche sui competitor
1. Autocontrollo
2. Editing
3. Correzione di bozza
4. Impaginazione
5. Quarta di copertina