I Grandi Autori della Letteratura: Profondità e Innovazione

La letteratura è una delle forme d’arte più potenti mai esistite. Grazie alla scrittura, gli autori possono trasmettere idee, emozioni e visioni del mondo che attraversano il tempo e lo spazio. Alcuni scrittori si sono distinti per le loro capacità uniche, lasciando un’impronta indelebile nella storia della letteratura. In questo articolo esploreremo le caratteristiche che hanno reso celebri alcuni tra i più grandi autori di sempre.

1. William Shakespeare: Il maestro della complessità umana

William Shakespeare è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi drammaturghi e poeti di tutti i tempi. Ciò che lo distingue è la sua capacità di catturare la complessità della condizione umana.

  • Profondità psicologica: Shakespeare riusciva a creare personaggi profondamente sfaccettati, come Amleto, Macbeth e Re Lear, che ancora oggi sono oggetto di studio.
  • Universalità dei temi: Amore, gelosia, ambizione e redenzione sono temi che continuano a risuonare con i lettori di tutto il mondo.
  • Linguaggio innovativo: Il suo uso creativo della lingua inglese, coniando termini e frasi oggi divenuti parte integrante del linguaggio quotidiano, ha rivoluzionato la letteratura.

2. Jane Austen: L’osservatrice dell’animo sociale

Jane Austen è celebre per il suo acuto spirito di osservazione e il suo stile ironico, che metteva in evidenza le dinamiche sociali e i rapporti interpersonali dell’epoca.

  • Ritratto della società: Le sue opere, come Orgoglio e Pregiudizio e Emma, analizzano con eleganza e umorismo le convenzioni sociali e il ruolo delle donne nella società del XIX secolo.
  • Personaggi realistici: Austen eccelleva nel creare personaggi complessi ma realistici, che affrontano dilemmi emotivi e morali.
  • Stile narrativo coinvolgente: La sua prosa chiara ed elegante è una lezione di equilibrio e precisione.

3. Edgar Allan Poe: Il maestro del gotico e del mistero

Edgar Allan Poe è noto per la sua capacità di evocare atmosfere oscure e angoscianti. Le sue opere hanno influenzato intere generazioni di scrittori.

  • Atmosfere inquietanti: Poe aveva un talento unico nel creare storie che esplorano le profondità della psiche umana, come Il cuore rivelatore o Il corvo.
  • Genialità nei racconti brevi: Ha elevato la forma del racconto breve a una vera e propria arte, bilanciando tensione e ritmo.
  • Innovatore nei generi: Considerato il precursore del romanzo poliziesco, Poe ha aperto la strada a nuovi modi di raccontare storie.

4. Lev Tolstoj: Il narratore della vastità dell’esperienza umana

Lev Tolstoj, autore di capolavori come Guerra e Pace e Anna Karenina, è noto per la sua capacità di rappresentare in modo epico e intimo le vite dei suoi personaggi.

  • Dimensione epica: Tolstoj sapeva intrecciare magistralmente le storie personali con eventi storici di vasta portata.
  • Ricchezza di dettagli: La sua attenzione per i dettagli rende le sue descrizioni vivide e palpabili.
  • Approfondimento filosofico: Le sue opere esplorano temi come il destino, la moralità e il significato della vita.

5. Virginia Woolf: La pioniera del flusso di coscienza

Virginia Woolf è famosa per la sua innovazione stilistica e per il suo approccio psicologico alla narrazione.

  • Sperimentazione narrativa: Con opere come Mrs. Dalloway e Gita al faro, Woolf ha rivoluzionato il modo di raccontare la realtà, utilizzando il flusso di coscienza per esplorare i pensieri e le emozioni interiori dei suoi personaggi.
  • Temi profondi: I suoi scritti affrontano temi universali come il tempo, la memoria e l’identità.
  • Impatto sul femminismo: Woolf ha dato voce alle sfide affrontate dalle donne nella società del suo tempo, diventando un’icona per la letteratura femminista.

6. Jorge Luis Borges: L’architetto della metafisica letteraria

Jorge Luis Borges ha trasformato la letteratura in un regno di speculazione filosofica e astrazione intellettuale.

  • Visione metafisica: Borges esplorava temi complessi come l’infinito, i labirinti e la natura della realtà.
  • Forma concisa: Con racconti brevi ma ricchi di significato, come quelli raccolti in Finzioni e L’Aleph, Borges dimostrò che la brevità non significa superficialità.
  • Linguaggio poetico: Il suo stile evocativo rende ogni parola carica di significato.

Conclusione

Gli scrittori qui descritti hanno tutti qualcosa in comune: la capacità di andare oltre i limiti della propria epoca per creare opere che continuano a ispirare e affascinare. Studiarli non significa solo apprezzare la bellezza della loro arte, ma anche riflettere sulla profondità delle loro intuizioni sull’umanità. Questi autori ci ricordano che la scrittura non è solo un mezzo di comunicazione, ma uno strumento potente per esplorare l’animo umano e il mondo che ci circonda.

Se vuoi approfondire questi autori o condividere le tue riflessioni, lascia un commento: quale scrittore ti ispira di più?

La biblioteca più antica della Germania

Colonia principalmente nota per la sua imponente architettura gotica, ma la città vanta anche una storia romana ed è piena di monumenti come muri e acquedotti. Anche ville e mosaici sono state ritrovati in varie aree della città. Fondata dai Romani nell’anno 50 d.C. divenne subito un centro di governo dell’antico popolo.

Nel 2018, durante la costruzione di un centro di aggregazione unito all’edificio ad una chiesa protestante nel pieno centro della città, gli scavi vennero di colpo interrotti per il ritrovamento di resti molto antichi. Un team di archeologi del Römisch-Germanisches Museum (Museo Romano-Germanico) iniziò ad analizzarli. In una prima fase si pensava che fossero di un edificio pubblico, ma la presenza di mura insolite con nicchie di circa 80 per 50 centimetri, fecero propendere gli esperti a trovarsi di fronte a un edificio diverso. Confrontarono analoghi ritrovamenti nel mondo e notarono che le stesse mura furono ritrovate anche in una biblioteca a Efeso in Turchia.

Per questo motivo gli archeologi ritengono oggi che le fondamenta appartenessero alla biblioteca più antica della Germania e forse di tutte le province nord-occidentali dell’Impero Romano. Costruita durante il II secolo, probabilmente era un edificio alto due piani e copriva un’area di 20 metri per 9. Alison Flood del Guardian la descrisse come “una scoperta incredibile, davvero spettacolare”, le teche e le nicchie delle rovine erano concepite per fungere da “armadio” e potevano contenere fino a 20.000 rotoli di pergamena e papiro.

La struttura, le ampie dimensioni e i materiali molto resistenti impiegati nella costruzione dell’antico edificio fanno pensare che la biblioteca fosse pubblica. La maggior parte delle importantissime rovine sono state incluse nell’edificio in costruzione e dotate di uno spazio dedicato ai visitatori. Una piccola parte è rimasta invece a disposizione degli studiosi per approfondimenti di tipo archeologico.

Attendo vostri commenti.

Il lato oscuro di Martin Luter King

Il più famoso sostenitore dei diritti civili del mondo, premio Nobel per la pace a 35 anni e icona indiscussa delle minoranze oppresse, nasce ad Atlanta nel 1929.

Pur salito alla ribalta per la marcia su Washington il 28 agosto 1963 insieme a oltre duecentomila persone , culminata con il celebre discorso al Lincoln Memorial, “I have a dream” (“Ho un sogno”), il celeberrimo attivista politico era prima di tutto un pastore, proseguendo la tradizione che era del padre, del nonno e prima ancora del bisnonno.

Discriminazione, ingiustizia, disuguaglianza e segregazione razziale erano aspetti della sua vita fin da bambino e lo perseguitarono fino alla prima età adulta, quando si innamorò follemente di Betty Moitz, ragazza bianca che King avrebbe voluto sposare. Ma i genitori della fanciulla rifiutarono Martin per il colore della pelle.

Successivamente incontrò Coretta a Boston, lui dottorando in teologia, lei promettente vocalist. Si innamorano all’istante. Coretta abbandona la carriera per amore e mette al mondo 4 figli, due maschi e due femmine.

L’uomo che venne definito “una delle voci più importanti e la persona più influente del XX secolo”, Il 3 aprile 1968, pronunciò il discorso “I’ve been to the Mountain top” (“Sono stato in cima alla montagna”) e similmente al profeta Mosè, dichiarò che sulla vetta del monte ebbe la visione di un mondo migliore. «Stasera sono felice. Non mi preoccupo per nulla. Non ho paura di nessuno. Ho visto la gloria del Signore” disse King.

Il giorno dopo un colpo di fucile lo uccise, ma il suo sogno “che i miei quattro figli piccoli vivano un giorno in una nazione in cui non siano giudicati per il colore della loro pelle, ma per la qualità del loro carattere”  sopravvisse.

Esistono tuttavia un paio di aspetti della vita del predicatore inarrestabile e “Uomo dell’anno” per la rivista Time nel 1963, rimasti per molto tempo delle illazioni, ma venuti alla luce quando i riflettori sul paladino si furono definitivamente spenti.

Il primo riguarda la sua attitudine sessuale. Ralph Abernathy, braccio destro di King, nella sua autobiografia  del 1989 “E le mura crollarono”, descrisse la sua infedeltà alla moglie Coretta attraverso un pool di amanti, suddivise in due gruppi: le saltuarie, quasi tutte prostitute, e le fisse, tra le quali scoppiavano competizione, gelosie e battibecchi.

David Garrow, biografo di King tra i più apprezzati, nella sua opera “Portando la Croce”, premio Pulitzer, scrive che King stava lontano da casa in media 20 giorni al mese, e che la sua vita sessuale attiva era l’unico modo per ridurre stanchezza e ansia. In quel periodo King era sorvegliato da microspie dall’FBI, in quanto marchiato come comunista da J. Edgar Hoover, direttore del Federal Bureau. I mugolii di piacere di King con la squillo di turno, venivano ascoltati, registrati e recapitati a casa sua, dove Coretta, nel suo ruolo di moglie fedele e muta, non lasciava trasparire alcuna reazione.

Il secondo aspetto interessante sembra essere la sua tendenza a copiare. Il dottorando Martin Luther King Jr. non parve essere un grande studioso. Nel 1990, si scoprì che aveva plagiato “parti sostanziali” della sua tesi di dottorato, intitolata “Un confronto tra la concezione di Dio nel pensiero di Paul Tillich e Henry Nelson Wieman”. Lo storico incaricato di gestire la vasta raccolta di documenti lasciati dal leader dei diritti civili, ammise, con riluttanza, che i suoi ricercatori avevano scoperto idee, frasi e interi passaggi presi da altre fonti senza che l’autore sia stato menzionato nell’opera di King. Normalmente, quando una tesi risulta plagiata, l’università interessata rimuove l’opera incriminata dalla propria biblioteca. Tuttavia, per ovvie ragioni, la tesi del dottor King è ancora disponibile per la visione all’Università di Boston e, sebbene un gruppo di accademici si sia riunito per discutere la questione, la maggioranza di loro ha votato per non annullare il dottorato del pastore.

Pure uno dei libri più famosi di King, “La Forza di Amare”, best-seller mondiale, sarebbe pieno di interi brani rubati da lavori altrui senza citarne le fonti.

Anche il suo celebre discorso “I Have a Dream” sembra sia stato ampiamente copiato da uno scrittore politico, Archibald Carey Jr. Ci sono in effetti numerosi passaggi di sorprendente somiglianza tra i due discorsi. Tuttavia, anche se Carey lo avesse pronunciato per primo, Martin Luther King lo ha sicuramente fatto meglio, e il suo discorso ha avuto un impatto enorme su un’intera generazione.

L’immensa figura dell’uomo politico rimane comunque nella storia dell’umanità, ma alcuni dubbi sulla sua integrità morale ne macchiano la scia.

La bibbia tornata a “casa” dopo 500 anni

Nel XVI secolo, quando Enrico VIII governò l’Inghilterra e guidò la Riforma inglese che divideva la Chiesa d’Inghilterra dalla Chiesa Cattolica Romana, innumerevoli reliquie e libri sacri andarono perduti per la chiusura della maggior parte dei monasteri.

Uno di questi era la meravigliosa Cattedrale di Canterbury, il cui autentico tesoro composto da 30.000 libri, è stata completamente distrutta. Tra questi volumi vi era la cosiddetta Bibbia di Lyghfield, che prende il nome da un monaco della cattedrale che la possedeva nel XIII secolo. Scritta in latino, splendidamente decorata, realizzata probabilmente a Parigi, dispone di 690 pagine di una pergamena pregiata e molto costosa, simile al tessuto.

Mezzo millennio dopo, a luglio 2018, il volume apparve in una vendita di libri rari a Londra. La Cattedrale di Canterbury si rivolse al National Heritage Memorial Fund (NHMF) che sovvenzionò l’acquisto con 96.000 sterline. Le rimanenti 4.000 vennero raccolte dalla stessa cattedrale per raggiungere la straordinaria cifra di 100.000 sterline (circa 130.000 euro), con la quale il volume raro venne riportato a “casa” dopo cinquecento anni.  Oggi è l’unica Bibbia completa e il miglior libro miniato che sia sopravvissuto della collezione medievale.

Cressida Williams, l’allora responsabile degli archivi della cattedrale, ha dichiarato: «Per noi è della massima importanza avere qui nelle nostre collezioni una copia del testo cristiano fondamentale che era di proprietà di uno degli ultimi monaci della comunità monastica medievale. La Bibbia testimonia gli sconvolgimenti della Riforma, un’epoca che ha definito ciò che è oggi il nostro istituto di culto, e avrà un ruolo chiave nel raccontare ai visitatori la nostra storia».

Anche Sir Peter Luff, presidente della NHMF, ha affermato che gli amministratori avevano convenuto che fosse imperativo salvare il libro, venduto da un collezionista privato alla nazione. «Non solo è un libro incredibilmente raro direttamente collegato a uno dei periodi più turbolenti della storia britannica, ma anche squisitamente bello», ha detto.

Oggi, solo 30 libri della collezione originale, incluso la famigerata Bibbia sono stati iscritti nel registro della memoria del mondo dell’UNESCO nel Regno Unito.

La peggior squadra sportiva della storia

Il primo baronetto Sir James Matthew Barrie, è stato un romanziere e drammaturgo scozzese, meglio ricordato come il creatore di Peter Pan.

Nato nel 1860, ha studiato in Scozia, per poi trasferirsi a Londra, dove ha scritto numerosi romanzi e opere teatrali di successo. Lì incontrò i cinque figli di Llewelyn Davies, che lo ispirarono a scrivere di un bambino che vive magiche avventure a Kensington Gardens (The Little White Bird), poi a scrivere “Peter Pan o Il ragazzo che non voleva crescere”, una “favola” del West End del 1904 su un ragazzo senza età e una ragazza di nome Wendy che vivono avventure nell’ambientazione fantastica dell’Isola che non c’è.

Quando non scriveva storie o non passava il tempo con i bambini, J.M. Barrie giocava a cricket, sport per il quale nutriva una passione sfrenata, al punto di fondare persino un proprio club.

Fondato nel 1887 e rimasto attivo fino al 1913, il club si chiamava “Allahakbarries”. Anche il nome, originato da un pessimo gioco di parole creato unendo “Hallah Abar” e il suo cognome, fu frutto di un errore di traduzione. L’autore infatti credeva che “Allah Akbar” significasse “Il cielo ci aiuti”, mentre oggi tutti sanno che il vero significato è “Allah è grande”.

Barrie ha anche ideato una formazione stellare che includeva Rudyard Kipling, scrittore e poeta, premio Nobel per la letteratura, G.K. Chesterton, scrittore e giornalista, AA. Milne, scrittore per bambini e autore di Winnie the Pooh e P.G. Wodehouse, scrittore umorista, H. G. Wells, popolare scrittore, Jerome Klapka Jerome, scrittore, giornalista e umorista, E. W. Hornung, autore e poeta. Tuttavia, pur essendo famosi nella letteratura britannica dell’epoca, nessuno di loro aveva la minima esperienza nel cricket. Sembra che i criteri con i quali Barrie sceglieva i compagni di squadra fossero basati sul fatto che gli piacessero o meno le loro mogli, mentre sceglieva i ragazzi single solo se sembravano “interessanti”.

Quindi non dovrebbe sorprendere che gli Allahakbarries fossero il peggior club di cricket della storia di questo sport e forse la peggiore squadra sportiva della storia.

Prima del primo incontro, i giocatori discutevano su quale lato della mazza avrebbero dovuto usare per colpire la palla. In effetti, erano così inetti che Barrie scrisse un manuale in cui spiegava anche dettagli apparentemente banali, come “Se colpisci la palla, corri subito. Non fermarti ad esultare.”

Praticamente l’unica persona con un minimo di abilità era Sir Arthur Conan Doyle, famoso scrittore e drammaturgo scozzese, considerato tra i fondatori dei generi letterari del giallo e del fantastico, ma nemmeno lui riuscì a salvare gli Allahakbarries dalle pesanti sconfitte.

Barrie attribuiva le perdite al fatto ben noto che i grandi scrittori sono atleti mediocri. In seguito, scrisse un libro di 40 pagine sulla sua squadra che fu pubblicato privatamente nel 1890 e in una seconda versione nel 1899. Fu ristampato nel 1950 con una prefazione di Donald Bradman, un famoso giocatore australiano di cricket. Copie di questo volume vengono oggi considerate rarissime e sono molto ricercate dai collezionisti.

Lasciatemi i vostri commenti su questo blog.

L’incredibile follia di Blake Leibel

Blake Leibel nasce l’8 maggio 1981 ed è un ex creatore di fumetti, produttore, sceneggiatore e autore di romanzi grafici canadese, residente a Los Angeles.

Nulla, nella sua famiglia di origine potrebbe far pensare alla sua tremenda follia. Suo padre, Lorne Leibel, è di origine ebraica ed è un importante magnate del settore immobiliare di Toronto e membro della Canadian Motorsport Hall of Fame. Sua madre era l’ereditiera della Alros Products Eleanor Chitel Leibel. Leibel ha un fratello di nome Cody.

Leibel, Insieme a Daniel Quantz, R.J. Ryan e David Marquez scrive Syndrome, un romanzo grafico pubblicato nel 2010 da Archaia, che parlava di un neuropatologo sadico che, con l’aiuto di un serial killer che stava analizzando, promuove un tanto audace quanto terribile esperimento nel deserto del Nevada in grado di trasformare l’umanità per sempre. Il serial killer del romanzo uccide un uomo “tagliandogli la gola e appendendolo per le caviglie in modo che rimanga dissanguato“.

Leibel ha descritto il romanzo: “Syndrome come “una storia sull’ossessione, a diversi livelli, vissuta da quattro personaggi che provengono tutti da mondi differenti e, tuttavia, si ritrovano coinvolti nello stesso gigantesco ambiente, impeccabilmente simulato.

Iana Kasian è nata il 27 gennaio 1986 a Kiev, dove ha studiato legge e ha lavorato come pubblico ministero presso il servizio fiscale ucraino.

Nel 2014 immigra negli Stati Uniti e lavora come modella in California.

Nel 2015 Leibel rompe improvvisamente la relazione con sua moglie Amanda Braun e si fidanza con Kasian. Il 3 maggio 2016, Kasian dà alla luce la loro figlia, Diana.

1l 23 maggio 2016 Kasian va con la madre a comprare il passeggino per la bimba. Quella è l’ultima volta che Olga vede sua figlia viva.

Il 24 maggio 2016, la madre di Kasian andò a cercare la figlia perché non riusciva a mettersi in contatto con lei nonostante numerose telefonate.

Quando Olga ha coinvolto la polizia, due agenti del LASD hanno tentato di condurre una perquisizione nell’appartamento di Kasian. Hanno bussato alla porta ma se ne sono andati dopo che nessuno ha risposto.

Il giorno successivo, Olga andò all’appartamento da sola e si appostò dall’altra parte della strada, esortando Leibel ad alta voce di aprire la porta. Lei testimonierà di averlo visto avvicinarsi alla finestra, solo per chiuderla e scomparire all’interno.

Il 26 maggio 2016 le forze dell’ordine fanno irruzione nell’appartamento e trovano il corpo senza vita di Iana Kasian in un appartamento che la coppia aveva recentemente preso in affitto a West Hollywood, in California. Il corpo della donna era disteso sul letto della camera matrimoniale, mutilato e dissanguato con Blake al suo fianco.

I pubblici ministeri hanno detto che la salma era stata ripulita in modo maniacale prima dell’arrivo della polizia.

L’uomo è stato successivamente accusato di omicidio, tortura e caos aggravato, di cui si è dichiarato non colpevole.

La loro bambina è stata affidata alle cure della madre di Kasian che alloggiava in un appartamento vicino.

Il rapporto dell’autopsia è stato rilasciato il 20 settembre 2017, evidenziando le cause di morte di Kasian come dissanguamento e trauma cranico. Una causa civile intentata dalla madre della vittima, Olga Kasian, includeva le trascrizioni della deposizione del dottor James Ribe, coroner della contea di Los Angeles, che affermava:

«L’intero cuoio capelluto di Kasian era assente, ad eccezione di piccoli pezzetti nella parte posteriore del collo. Il suo cranio era stato divelto fino alla superficie dell’osso. Parti del lato destro del suo viso erano state strappate via, compreso l’orecchio destro e parte del volto sul lato destro, fino alla mascella. C’erano numerosi lividi e abrasioni sul viso, principalmente sul lato sinistro, sulla guancia sinistra e nell’area della mascella sinistra, un certo numero di lividi e abrasioni, incluso uno che si rivelò essere il segno di un morso umano Aveva vissuto per almeno otto ore dopo aver ricevuto la lesione al cuoio capelluto e il livido sulla clavicola. Non avevo mai visto cose del genere prima. E dubito che pochi patologi forensi in questo paese o all’estero abbiano mai visto una cosa del genere al di fuori, forse, del tempo di guerra.»

Durante il processo, i pubblici ministeri hanno affermato che l’omicidio di Kassian derivasse dalla gelosia e dalla rabbia di Leibel nei confronti della bambina, nonché dal suo bisogno di potere e controllo sulla sua fidanzata. Ogni giorno del processo anche l’ex moglie di Leibel, Amanda Braun, ha presenziato alle sedute. Attraverso una dichiarazione del suo avvocato, ha espresso il suo immane sgomento per il crimine.

Il 26 giugno 2018 Blake Leibel è stato condannato all’ergastolo senza condizionale. I media hanno riportato il crimine come “macabro” e forse “l’omicidio più raccapricciante nella storia di West Hollywood se non di Los Angeles”.

L’assassino sta attualmente scontando la sua pena presso il California Correctional Institution, per aver massacrato, dissanguato e torturato la donna che poche settimane prima aveva dato alla luce sua figlia.

Se siete amanti della scrittura thriller/horror come me, potrete trarre qualche buono spunto da questa storia realmente accaduta. La verità, talvolta, supera la più fervida delle fantasie.

Attendo vostri commenti in merito.

Il fascino degli pseudonimi

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Tutti conosciamo Agatha Christie per la sua capacità iconica di intrecciare storie misteriose con una svolta inaspettata e un cast di personaggi familiari, come, ad esempio, Hercule Poirot e Miss Marple. Ma durante il suo successo come rinomata autrice di gialli, Agatha Christie decise di scrivere e pubblicare storie rosa in agrodolce sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott, Lo scellse con estrema cura. Mary era il secondo nome di Agatha e Westmacott era un nome di famiglia. Sorprendentemente, i fan hanno impiegato quasi vent’anni a scoprire la connessione tra le due autrici.

Tutti gli appassionati di lettura conoscono George Orwell soprattutto per i suoi romanzi di critica politica “1984” e “La fattoria degli animali”. Ma non tutti sanno che George Orwell era lo pseudonimo di Eric Arthur Blair, appassionato attivista politico, saggista, giornalista e autore americano. Poiché il suo primo libro, “Senza un soldo a Parigi e a Londra”, pubblicato nel 1933, era uno spaccato di storia personale, Blair decise di usare il famoso pseudonimo in modo che la sua famiglia rimanesse ignara di un periodo critico della sua vita trascorso in povertà. Lo pseudonimo scelto da Blair era una combinazione di San Giorgio d’Inghilterra e il fiume Orwell, uno dei suoi luoghi preferiti. Il resto della sua carriera di scrittore è storia della letteratura, al punto da aver generato il neologismo “orwelliano” per intendere il pensiero sull’utopia negativa, sul totalitarismo e sulle sue diverse, possibili manifestazioni.

Benjamin Franklin è un nome che spesso ci fa immaginare un uomo in piedi in mezzo a un campo, con l’aquilone in volo, la chiave attaccata al filo, per quanto falsa possa essere questa storia. Sebbene molti riconoscimenti siano attribuiti a questo padre fondatore, un aspetto della sua vita rimane ancora in gran parte sconosciuto. Il fratello di Benjamin Franklin, James, possedeva un giornale chiamato “The New-England Courant”. Il giornale si è concentrato principalmente sulla critica e l’argomentazione contro le opinioni politiche e religiose di Boston. Benjamin Franklin, allora sedicenne, voleva fare il suo debutto come giornalista per il giornale di suo fratello. Ma invece di seguire la strada tradizionale, Franklin ha scelto di infilare una busta con le sue osservazioni sotto la porta dell’ufficio del giornale usando lo pseudonimo di Mrs. Silence Dogood. Ha scritto quattordici articoli con questo pseudonimo e tutti sono stati ben accolti. I primi due pezzi raccontano un estratto della sua vita. La prima in particolare, inizia come segue:

“Al momento della mia nascita, i miei genitori erano a bordo della nave nel loro viaggio da Londra al nord dell’Inghilterra. Il mio ingresso in questo mondo tormentato fu accompagnato dalla morte di mio padre, una disgrazia che, sebbene non fossi allora capace di intendere, non potrò mai dimenticare. Mentre lui, pover’uomo, stava sul ponte della nave, gioendo per la mia nascita, un’onda spietata lo travolse e in un attimo lo gettò in mare e se lo portò via. Così fu il primo giorno che aprii gli occhi, e l’ultimo che fui visto da mio padre; e così la mia sconsolata mamma fu divenne madre e vedova in un colpo solo.”

C.S. Lewis è considerato uno dei padri della narrativa fantasy e uno degli autori più noti e influenti del nostro tempo, producendo libri importanti come “Le lettere di Berlicche”, “Il cristianesimo così com’è”, “Lontano dal pianeta silenzioso” e, naturalmente, la serie “Le cronache di Narnia”. Ma molto prima di diventare un famoso autore fantasy, C.S. Lewis ha prodotto due libri con lo pseudonimo di Clive Hamilton. Lo pseudonimo era una combinazione del nome di Lewis, Clive, e del nome da nubile di sua madre, Hamilton. “Spirits in Bondage” è stata la prima opera di poesie pubblicata di Lewis sotto tale pseudonimo, pubblicata quando aveva solo vent’anni ed era appena tornato dal servizio militare. Ha continuato la carriera di poeta pubblicando il lavoro successivo, “A Cycle of Lyrics” (“Dymer” fonte Wikipedia). Tuttavia, entrambi i libri hanno attirato poca attenzione, quindi l’autore ha deciso di dedicarsi alla narrativa. E tutto il mondo è felice che lo abbia fatto!

J.K. Rowling è un nome ormai famoso, principalmente per la serie di Harry Potter. Talento innato, a sei anni scrisse la storia di Rabbit, un coniglio malato di morbillo, mentre a dodici scrisse un romanzo che trattava di sette diamanti maledetti. Ma sapete che la celeberrima autrice ha scritto anche sotto lo pseudonimo maschile di Robert Galbraith? Nello specifico si tratta di cinque libri polizieschi appartenenti ad una serie intitolata Cormoran Strike, dal nome del personaggio principale, investigatore privato e veterano della guerra in Afghanistan. L’autrice ha ammesso che le piace scrivere sotto un personaggio maschile, affermando di essere stata ispirata da autori come Agatha Christie, Ruth Rendell e P.D. James. La Rowling desiderava “cominciare da zero” con la serie Cormoran Strike, non volendo che il successo dei suoi altri romanzi influenzasse il feedback che avrebbe ricevuto. Questo obiettivo non fu tuttavia raggiunto, in quanto la reale paternità del primo romanzo della saga, intitolato “Il richiamo del cuculo” venne ben presto scoperta. Amazon ha dichiarato che le vendite del libro sono aumentate di circa il 500.000% nella sola mattinata dopo la notizia della reale identità dell’autrice.

Il nome dello pseudonimo era stato creato in parte a causa di Robert F. Kennedy, l’eroe della Rowling, e di un sogno d’infanzia di essere ribattezzato “Ella Galbraith”.

Nora Roberts è un’autrice di fama mondiale di oltre 225 romanzi rosa a sfondo thriller, al punto da essere stata la prima autrice inserita nella Romance Writers of America Hall of Fame. Oltre ad essere una grandissima scrittrice, era anche una cintura nera nell’utilizzo di pseudonimi, addirittura tre, per la pubblicazione dei suoi romanzi.

Forse quello più conosciuto era J.D. Robb, mediante il quale ha iniziato a pubblicare romanzi thriller, con la promessa di attirare una fascia completamente nuova di lettori. Da quando ha debuttato il nono libro della serie In Death, ogni singolo romanzo di J.D. Robb ha raggiunto la lista dei bestseller del New York Times. Roberts non ha rivelato la sua vera identità fino all’uscita del dodicesimo libro. Ciò ha generato una vera e propria rivoluzione frenetica tra i fan romantici di Robert che cercavano gli altri suoi libri. Roberts, nonostante i suoi 72 anni non mostra segni di voler smettere di pubblicare sotto J.D. Robb, e nonostante gli oltre quaranta libri, continua a essere molto ricercata dai suoi appassionati lettori.

Conosciamo tutti e amiamo l’iconica storia di “Piccole Donne”, scritta da Louisa May Alcott, uno dei romanzi femministi più famosi della storia. Il libro ha dato origine anche ad un paio di film magistralmente interpretati da Katherine Hepburn e Elizabeth Taylor. Ma anche la Alcott utilizzava pseudonimi. Con quello di Flora Fairfield iniziò a scrivere poesie e racconti per riviste nel 1852, mentre con quello di A. M. Barnard ha pubblicato quattro romanzi. Il suo anonimato come autrice principalmente per bambini terminò rapidamente dopo la pubblicazione di Piccole donne nel 1868, sebbene continuasse a scrivere storie rivolte alla fascia adulta sotto i suoi altri pseudonimi.

Louisa May Alcott lasciò una bella eredità dopo la sua morte a 56 anni. Le sue storie hanno ispirato un amore per la lettura che molti autori cercheranno per sempre di replicare.

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La paura dei fulmini di James Joyce

Tutti conoscono il grande scrittore irlandese James Joyce, non tanto per la sua limitata produzione letteraria, quanto per l’importanza che l’autore ha rappresentato nello sviluppo della corrente modernista. Proprio per la sperimentazione linguistica nelle sue opere (soprattutto Ulisse e Finnegans Wake), è ritenuto uno dei migliori scrittori del XX secolo e della letteratura di ogni tempo.

Non tutti sanno tuttavia che James Joyce era letteralmente terrorizzato da tuoni e fulmini.

La ceraunofobia è una fobia comune nell’essere umano, specialmente tra i bambini. I sintomi includono attacchi di panico, difficoltà respiratorie, tachicardia, sudorazione e nausea. Molti di coloro che soffrono di questa fobia cercano riparo in ogni luogo in cui non si vede né si sente il temporale.

James Joyce ne era letteralmente terrorizzato e si rifugiava sotto le coperte quando c’era un nubifragio. Tale paura pare essere un residuo della sua infanzia, quando la sua governante cattolica lo convinse che i temporali erano un segno della rabbia di Dio. Questa paura rimase con Joyce fino all’età adulta, contribuendo probabilmente anche a ispirare una parola di 100 lettere che Joyce ha coniato nel suo romanzo finale, Finnegans Wake. Bababadalgharaghtakamminapronnkonnbronntonnepronntuonnthunntrovarrhounawnskawntoohoohoordeenenthurnuk, che appare sulla prima pagina e ha lo scopo di descrivere il rombo di tuono a seguito della caduta di Adamo ed Eva.

La curiosa storia della scrittrice bambina

Ci risulta difficile trovare l’ispirazione per un nuovo romanzo? Proviamo a leggere la curiosa storia di Margaret Mary Julia Devlin, conosciuta come Daisy Ashford, una scrittrice inglese famosa per aver scritto The Young Visiters, una novella riguardante la società dell’alta borghesia della fine del XIX secolo in Inghilterra, quando aveva solo nove anni.

Dopo che sua madre morì nel 1917, Daisy Ashford, 36 anni, stava riordinando la soffitta quando scoprì una reliquia del passato. Era un libro che Daisy aveva scritto da bambina, quando voleva diventare una scrittrice.

Si chiamava The Young Viseters (il primo refuso anche nel titolo) e la storia descriveva un “uomo anziano di 42 anni” di nome Alfred Salteena che voleva diventare un gentiluomo e sposare la sua giovane pupilla, Ethel Montecue. Ma Ethel amava Bernard Clark, un amico di Mr. Salteena che lo stava aiutando nel suo tentativo di entrare nelle classi sociali altolocate. Ne derivano distorsioni e malintesi sociali.

Di per sé la storia non era poi così originale, ma quando Daisy lo pubblicò quasi 30 anni dopo, completo di errori di ortografia, il libro divenne un best seller.

I critici lo hanno definito “uno dei libri più umoristici della letteratura” grazie ai suoi aggettivi assurdi, ai terribili errori di battitura e all’estrema serietà.

L’autrice era una bambina di nove anni che cercava di sembrare un’adulta. Daisy adorava usare parole come “sumpshous” e “aristockracy” e i suoi dialoghi erano piuttosto comici. “Sei per me come un dio pagano”, sussurra un amante all’altro. Le piaceva anche molto descrivere tutto nei minimi particolari, fino alle “belle gambe sottili in pantaloni marroni chiari e ghette ben aderenti” e “una rosa rossa all’occhiello” oppure “un berretto sportivo che gli dava una grande aria con la sua caratteristica quadrettatura e piccoli lembi da tirare giù se necessario”.

Il romanzo era tanto infantile quanto geniale che alcune persone pensarono che il vero autore fosse JM Barrie. Ma “The Young Visiters” era stato realmente scritto dalla Ashford e ha avuto otto edizioni solo nel primo anno. Molte copie furono distribuite ai veterani feriti della prima guerra mondiale per alleggerire i loro spiriti, e un libro arrivò persino alla regina Mary. E “The Young Visiters” continua a deliziare il pubblico anche nel 21° secolo. Nel 2003, la BBC ha pubblicato un proprio adattamento con Jim Broadbent e Hugh Laurie.

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Liberamente tratto e tradotto dall’inglese dal sito listverse.com

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