I consigli di scrittura di Rusdie in pillole – 8° – Trova il corretto inizio nella tua storia

Salman Rushdie è uno scrittore di origine indiana e naturalizzato inglese, il cui stile molto controverso viene catalogato come “realismo magico”. Salito alla cronaca dopo aver pubblicato nel 1988 “Versi satanici” ed essere diventato tra i più ricercati di Al Qaeda, con numerose minacce di morte e un tentato omicidio nel 2022 durante una conferenza stampa.

Ho raccolto sul web alcuni consigli che lo scrittore racconta nella sua masterclass e ve li propongo in pillole, approfonditi con considerazioni ulteriori, una per ogni articolo del blog.

8 – Trova il corretto inizio nella tua storia

Come in una corsa di Formula 1, una buona partenza offre più alte probabilità al pilota di fare una buona gara, anche in un romanzo, le prime pagine sono il punto di ingresso nel cuore dei lettori. Per questo motivo, molto degli scrittori iniziano la propria opera con una scena accattivante, non necessariamente l’inizio temporale della storia.

Quindi, quando si definisce il template della narrazione e si disegnano gli intrecci tra i personaggi, le scene chiave e la conclusione, una speciale attenzione deve essere data al primo capitolo.

Alcuni, ad esempio, scelgono una parte della scena finale e poi raccontano i passi per raggiungerla, altri aprono con una scena incomprensibile, ma strategica e pian piano sviluppano gli altri tasselli del puzzle, altri ancora partono da un punto essenziale e poi lo ripercorrono nuovamente con la narrazione.

Una buona partenza potrebbe essere quello che viene definito l’incidente scatenante, ossia un avvenimento che stravolge l’equilibrio portando al conflitto o ad altri sviluppi.

Immaginiamoci una donna sui trent’anni che si sveglia da sola in ospedale e non ricorda nulla del motivo per il quale si trova lì, ma si accorge di essere piantonata dalla polizia… viene voglia di continuare a leggere, vero?

Anche l’ambientazione particolare aiuta a stimolare l’interesse. Il letto nella quale la donna si sveglia potrebbe essere dentro un ospedale militare e i medici vestiti in uniforme.

Un grande esempio è “It” di Stephen King, che vi invito a leggere con me.

Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.
La barchetta beccheggiò, s’inclinò, si raddrizzò, affrontò con coraggio i gorghi infidi e proseguì per la sua rotta giù per Witcham Street, verso il semaforo che segnava l’incrocio con la Jackson. Le tre lampade disposte in verticale su tutti i lati del semaforo erano spente, in quel pomeriggio d’autunno del 1957, e spente erano anche le finestre di tutte le case.

Stephen King avrebbe potuto riempire le prime pagine con mille altri episodi del suo corposo capolavoro, ma decise di descrivere l’episodio chiave con una narrazione magistrale, facendo intravedere l’agghiacciante contenuto già dalla prima frase, immergendo il lettore nella storia e catapultandolo nella lettura.

Trovo anche l’incipit di Maurizio Maggiani ne “Il viaggiatore notturno” qualcosa di tremendamente accattivante.

Ascoltate, è ancora il tramonto sul colle dell’Assekrem. Giallo, ocra, azzurro, oltremare, carminio. Cielo, terra, montagne e valli. Tutto.
Ma giù nelle gole c’è già il crepuscolo e la notte. Rosa, terra bruciata, viola, nero. Il nulla laggiù.
L’aria è così limpida che l’increspatura dell’ultimo orizzonte potrebbe essere all’altro capo del mondo. Se la Terra fosse piatta. E il fondo della valle su cui sta poggiando la roccia dell’Assekrem, il centro della Terra. Se il cuore della Terra fosse freddo come i crepacci a quest’ora della sera.
Sono seduto su un cumulo di sassi. I sassi sono identici a qualche altro miliardo di sassi disseminati in questo deserto di pietra, ma sono impilati con la massima cura: sono seduto sopra un monumento funerario.
La tomba di un uomo.

Con queste poche frasi descrive un paesaggio al calar della sera, e al lettore sorge la naturale curiosità di sapere perché il protagonista narratore sia seduto su una tomba.

Oltre alla dettagliata descrizione, l’autore crea anche altri due elementi importanti: l’atmosfera e il desiderio di scoprire.

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I consigli di scrittura di Rusdie in pillole – 7° – Mantieni le promesse

Salman Rushdie è uno scrittore di origine indiana e naturalizzato inglese, il cui stile molto controverso viene catalogato come “realismo magico”. Salito alla cronaca dopo aver pubblicato nel 1988 “Versi satanici” ed essere diventato tra i più ricercati di Al Qaeda, con numerose minacce di morte e un tentato omicidio nel 2022 durante una conferenza stampa.

Ho raccolto sul web alcuni consigli che lo scrittore racconta nella sua masterclass e ve li propongo in pillole, approfonditi con considerazioni ulteriori, una per ogni articolo del blog.

7 – Mantieni le promesse

Quando il potenziale lettore si avvicina al tuo libro, ne legge il titolo, la sinossi, rimira con curiosità le immagini della copertina, forma nella sua mente un’idea di cosa troverà nel libro, maturando aspettative e fantasticando su dove il romanzo lo porterà.

Questo processo non si limita alla fase della scelta, ma è un meccanismo continuo che il lettore sviluppa con la lettura. Si chiederà che fine farà il personaggio, quali disavventure gli accadranno e via dicendo.

Se vi è capitato di leggere un libro di Angela Marson, avrete compreso perfettamente quello che Rushdie consiglia. Tra un capitolo e i successivi, la geniale autrice di gialli, crea e rinnova continuamente un “contratto” con i lettori, genera aspettative, incrementa la tensione e consente ai suoi fans di appassionarsi sempre di più alla storia.

Su questo tema Rushdie sostiene: «Devi informare il lettore sul tipo di storia che gli racconterai. Se gli piacerà l’idea, rimarrà attaccato al tuo romanzo come un uomo in mezzo al mare al suo salvagente. Penso che la cosa peggiore per uno scrittore sia fare una promessa al lettore sul tipo di storia che gli racconterai e poi non mantenerla. Non puoi rescindere il contratto con lui. Definisci le aspettative e mantienile».

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